IFTS Amministrazione Economico Finanziaria: un'edizione si conclude, la prossima prende forma

Si chiude un'edizione dell'IFTS Amministrazione Economico Finanziaria con il 100% di promossi e tante assunzioni. Ne parliamo con la tutor Irene — e sveliamo le novità della prossima edizione.
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A fine ottobre 2025 erano in 15, seduti tra i banchi per la prima lezione. Undici mesi dopo, 13 di loro hanno tagliato il traguardo: esame superato, tutti quanti. E per 7 di loro il traguardo è diventato anche un contratto di lavoro nel settore amministrativo, spesso proprio nell'azienda dove hanno svolto il tirocinio.
Stiamo parlando dell'ultima edizione del corso IFTS in Tecniche dell'Amministrazione Economico Finanziaria, che si è chiusa nei primi giorni di settembre con gli esami finali davanti a una commissione mista — interna ed esterna — presieduta da un rappresentante della Regione Veneto. Un bel modo per tirare le somme di un anno intenso: 800 ore totali, di cui 400 in aula e 400 in tirocinio, iniziato in autunno e "atterrato" nelle aziende partner da metà marzo.
Storie, non solo statistiche
Dietro ai numeri ci sono percorsi molto diversi tra loro, ed è proprio questo il bello. C'è chi, prima del corso, non aveva ancora capito bene "che strada prendere" e ha scoperto grazie all’esperienza concreta di tirocinio che il mondo della contabilità o dell'amministrazione del personale fa proprio al caso suo. E c'è chi arrivava da tutt'altro settore e ha scelto di rimettersi in gioco, riconvertendosi con successo in ambito amministrativo.
Il filo conduttore? Un percorso pensato per portare le persone dentro le aziende sul serio, non solo sulla carta: ecco perché più della metà degli allievi che hanno completato il corso oggi lavora nel settore, spesso proprio nell'azienda o nello studio che li ha ospitati in tirocinio.
E ora? Si riparte, con qualche novità
Il bello di un percorso che funziona è che si può far crescere ancora. La prossima edizione porta con sé alcune novità importanti:
- Nuova sede a Ponte nelle Alpi: l'obiettivo è aprire il corso anche a chi vive nell'Alto Bellunese, coinvolgendo aziende del territorio, comprese quelle dell'area di Conegliano e Vittorio Veneto. Più opportunità, per più persone.
- Stessa struttura solida: 800 ore totali, sempre divise tra 400 di aula e 400 di tirocinio in azienda — perché il mix teoria-pratica resta il cuore del percorso. Come sempre, le lezioni sono tenute da professionisti del settore — persone che l'amministrazione e la contabilità le vivono ogni giorno sul lavoro e che ci mettono, oltre alla competenza, anche la passione per l'insegnamento.
- Un nuovo modulo su sostenibilità e digitale: gli allievi impareranno a raccogliere, gestire e analizzare dati a supporto dei processi di sostenibilità e transizione digitale. Si parlerà di criteri ESG e indicatori di performance ambientale, sociale e di governance, di dematerializzazione dei flussi documentali, di acquisti in ottica ESG (e di perché convengono davvero), e si lavorerà con strumenti digitali e di Intelligenza Artificiale per l'elaborazione e la rappresentazione dei dati — il tutto senza perdere di vista etica, sicurezza e privacy. Insomma, l'amministrazione del futuro, oggi.
Come partecipare?
Le iscrizioni sono aperte fino al 19 ottobre: basta compilare l'apposito modulo e inviare la documentazione richiesta.
Tutti i dettagli sono disponibili nella scheda corso: Corsi di formazione professionale a Feltre | ENAC Veneto
Dietro le quinte, con Irene
Per chi ancora è indeciso se iscriversi, abbiamo fatto qualche domanda a Irene, tutor del percorso, che ha seguito l'organizzazione dall'inizio alla fine — dalle selezioni fino agli esami.
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Irene, se dovessi convincere in una frase una persona indecisa a iscriversi, cosa le diresti?
È vero, è un percorso impegnativo e lungo, che non va preso sotto gamba. Ma è altrettanto vero che, rispetto a corsi più brevi, questo percorso è davvero completo: permette di sviluppare competenze sia tecniche che trasversali, dando una visione a tutto tondo del lavoro in amministrazione, anche grazie ai punti di vista e alle case history portate da docenti con reale esperienza sul campo. E poi c'è la parte pratica, che qui è preponderante — a differenza, magari, di percorsi universitari preziosi dal punto di vista teorico e formativo, ma meno agganciati alle reali esigenze del mercato del lavoro. Il tirocinio, in particolare, è davvero un'opportunità: se giocata bene, e con un pizzico di fortuna, può dare una svolta concreta al proprio percorso professionale. Ecco perché, a chi ha ancora dubbi su che strada intraprendere, questo percorso può offrire risposte molto concrete. -
Qual è stato il momento più difficile da organizzare in questa edizione?
Le diverse fasi di questo percorso sono tutte delicate, a partire dalla selezione, che va fatta con cura e attenzione. Ma se dovessi indicare la fase più complessa, è sicuramente trovare aziende e studi professionali disposti a ospitare i tirocini e a garantire un percorso realmente formativo — non un semplice "parcheggio" per gli allievi, ma una vera occasione di apprendimento. E quando questo succede, si vede: sono proprio quelle esperienze a trasformarsi, spesso, in un'assunzione. -
C'è un momento di questa edizione che ti è rimasto particolarmente impresso?
Il momento degli esami è per me sempre molto emozionante, in particolare quando al colloquio ci troviamo davanti allievi che, dopo tutti questi mesi, risultano trasformati. In alcuni ho visto una luce negli occhi che prima non c'era. In altri, maggiore sicurezza, prontezza, centratura. In tutti, una maggiore convinzione nel voler proseguire il proprio cammino professionale in questa direzione — anche se per alcuni, forse complice la giovane età, la strada è più semplice, mentre per altri il salto da un settore all'altro non è così immediato. Di certo, nessuno è più lo stesso di un anno fa. E sapere di essere stati, come ente, il motore di questo cambiamento è quello che mi rende più orgogliosa. -
Cosa risponderesti a chi pensa "sono già troppo grande" o "ho già studiato altro, non è per me"?
Che è esattamente il pregiudizio sbagliato. In questa edizione avevamo persone che arrivavano da esperienze completamente diverse e si sono riconvertite con successo. Il corso è pensato apposta per chi vuole cambiare strada, non solo per chi è appena uscito da scuola. Poi, certo, conta molto anche l'atteggiamento con cui ci si pone: è quasi una profezia che si autoadempie. Chi è davvero aperto al cambiamento, senza accorgersene, adotta comportamenti che lo portano nella direzione voluta — e vale anche il contrario. Bisogna essere i primi a credere che il cambiamento sia possibile: solo così si diventa convincenti anche per chi, fuori da qui, dovrà poi selezionarci. -
Cosa consigli a chi si sta iscrivendo proprio in questi giorni?
Di valutare bene l'impegno richiesto: si sarà in aula circa trenta ore a settimana, a cui si aggiunge il tirocinio, quindi vanno considerati anche gli spostamenti — per chi viene da lontano — e la sostenibilità economica del percorso. E poi di arrivare con curiosità più che con certezze: le competenze si costruiscono strada facendo, anche grazie a chi le insegna con passione. I percorsi più fruttuosi, l'ho visto, sono quelli di chi voleva davvero mettersi in gioco ed è riuscito ad accantonare vecchie convinzioni limitanti e paure.


