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08/05/2019

8 maggio: festa di Santa Maddalena di Canossa

Gli insegnamenti di Maddalena di Canossa sono ancora attuali? Noi pensiamo di sì: scopri perché!

"Sono arrivati messaggi da tutto il mondo per la Festa di Santa Maddalena di Canossa! Infatti è qui che tutto è iniziato nel 1808." Madre Marilena, Superiora Provinciale della Provincia Italia “S. Maddalena di Canossa” dell'Istituto Canossiano, ha aperto così l'incontro di ieri, 7 maggio 2019 in Casa Madre dell’Istituto stesso. Un appuntamento ormai fisso per i collaboratori di tutte le realtà presenti nel plesso: oltre l’Istituto, ENAC Nazionale, ENAC Veneto nelle sue articolazioni (Scuola di Formazione, Servizi per adulti e imprese, sede regionale) e Fondazione Canossiana per la Promozione e lo Sviluppo dei popoli. Un'occasione non solo per ritrovarsi, ma soprattutto per ripensare agli insegnamenti di Maddalena di Canossa cercando di contestualizzarli più di 200 anni dopo.

Madre Marilena ha voluto sottolineare proprio l'importanza del fare memoria dei valori canossiani, perché sono un patrimonio significativo che deve andare a vantaggio delle nuove generazioni.

Fare memoria del sogno di Maddalena

Qual era il sogno di Maddalena di Canossa? Madre Marilena ci ha aiutati a ripercorrerlo sintetizzandolo in alcuni punti fondamentali, riletti anche alla luce del magistero di Papa Francesco:

  • REALIZZAZIONE DI SÉ. Il vero Dio, quello che ci ama, ci vuole felici e questo passa attraverso la ricerca della realizzazione del sé… Essere felici nell’usare le energie per le cose buone, coltivando fraternità.
  • REALIZZAZIONE DEI DESTINATARI. Oggi, come 200 anni fa, “bussano alle nostre porte” giovani e adulti con caratteristiche comuni: difficoltà nell'apprendimento, poca tolleranza alla disciplina, difficili vissuti familiari, difficoltà economiche. È qui che sta la realizzazione di chi vive e lavora nelle realtà canossiane: avere la capacità di individuare percorsi laddove gli altri vedono solo muri, saper riconoscere possibilità dove altri vedono pericoli.
  • ACCOGLIENZA. Per Maddalena l'accoglienza va calibrata di luogo in luogo e di percorso in percorso, avendo sempre tre criteri ispiratori: carità, prudenza, esperienza. Papa Francesco riprende questo concetto laddove sottolinea che dobbiamo andare oltre le generalizzazioni e saper accogliere ogni singola persona, giovane o adulto che sia; ciascuno ha un nome e una storia e non possiamo essere indifferenti di fronte alle loro esperienze.
  • CONDIVISIONE DI UNO STILE. Essere educatori significa accompagnare le persone e in questo è essenziale non smentirsi di fronte ad esse. Le diversità di idee possono essere ricchezza, ma vanno gestite tra colleghi, all’interno, perché è importante condividere esternamente uno stesso stile.
  • APERTURA AL TRASCENDENTE: se non aiutiamo le persone a porsi a domanda del trascendente, le mortifichiamo.

Far memoria degli insegnamenti di Santa Maddalena è, quindi, una risorsa preziosa per comprendere le origini e i valori canossiani, attualizzandoli. Si tratta “di creare un innesto di nuove storie, riuscendo a guadare al futuro con fiducia e al passato con gratitudine".

Una penna per scrivere le pagine della propria vita

Al termine dell'incontro, le Madri Canossiane hanno anche voluto dare un piccolo pensiero a tutti i collaboratori: una penna con una frase di Maddalena, "Chi più spera, più ottiene". La penna ha un valore molto simbolico perché rappresenta ciascuno di noi che ogni giorno scrive una nuova pagina della propria vita!

La penna, dono delle madri canossiane.
Eccola qui la penna, dono delle madri canossiane!


08/05/2019